Menu

Benvenuto su Joinix Accedi o Registrati
Home Accedi

Benzina oltre 2 euro: lo stretto di Hormuz è il pretesto, non la causa

Benzina oltre 2 euro: lo stretto di Hormuz è il pretesto, non la causa

Petrolio più economico del 2008, ma benzina e gasolio sempre più cari: accise, IVA sulle accise e margini della filiera spiegano perché il pieno pesa sempre di più.

Nel 2008 il petrolio Brent raggiunse circa 147,5 dollari al barile, mentre in Italia la benzina costava in media poco più di 1,50 euro al litro e il gasolio circa 1,36 euro. Oggi il greggio viaggia attorno ai 100 dollari, ma benzina e gasolio superano spesso i 2 euro alla pompa: il paradosso nasce dal fatto che il prezzo finale non dipende solo dalla quotazione del barile.

Come si forma il prezzo della benzina

Alla pompa non paghiamo soltanto il petrolio. Il prezzo finale include la materia prima, i costi di raffinazione e logistica, i margini della filiera, le accise e l’IVA.

In Italia l’IVA al 22% si applica anche sull’accisa: questo significa che una parte dell’imposta viene calcolata su un’altra imposta, con l’effetto di amplificare ogni aumento del carburante.

Il confronto con il 2008

Fattore Luglio 2008 Oggi
Petrolio Brent Circa 147,5 dollari al barile  Circa 100 dollari al barile 
Benzina in Italia Circa 1,52 euro al litro  Spesso oltre 2 euro al litro 
Gasolio in Italia Circa 1,36 euro al litro  Spesso sopra i 2 euro al litro 
IVA 20%  22% 
Peso fiscale Elevato Ancora più rilevante, con IVA calcolata anche sulle accise 

Il confronto va però letto con attenzione: nel 2008 l’euro era molto più forte rispetto al dollaro, mentre oggi servono più euro per acquistare la stessa quantità di petrolio quotato in dollari. Questo riduce sensibilmente il vantaggio derivante dalla discesa del Brent.

Il ruolo di accise e IVA

Le accise sono un’imposta fissa per litro: non seguono direttamente le oscillazioni del petrolio. L’IVA, invece, è una percentuale e si applica sull’intera base imponibile, accise incluse.

Nel 2026 l’accisa ordinaria su benzina e gasolio per autotrazione è indicata a 0,6729 euro per litro. Su un litro di benzina, considerando anche l’IVA, la componente fiscale può superare il 60% del prezzo finale.

Perché Hormuz non basta a spiegare tutto

Le tensioni nello stretto di Hormuz possono alimentare paura sui mercati e far salire le quotazioni, ma non spiegano da sole perché la benzina italiana costi più di nel 2008 con un petrolio molto più economico. Il prezzo finale riflette anche raffinazione, cambio euro-dollaro, margini e fiscalità.

In altre parole: la crisi geopolitica può essere il pretesto del rincaro immediato, ma il livello strutturalmente alto dei prezzi italiani dipende in larga misura da accise, IVA e dinamica della filiera.

Cosa significa per automobilisti e imprese

Per chi guida tanto, ogni centesimo in più al litro pesa sul bilancio familiare. Per autotrasportatori, agricoltura e logistica, l’aumento del gasolio si ripercuote sui costi di trasporto e, indirettamente, sui prezzi di molti beni di consumo.

I tagli temporanei delle accise possono dare un sollievo immediato, ma il beneficio reale viene ridotto dall’IVA: un taglio nominale di 5 centesimi vale circa 6,1 centesimi alla pompa, mentre un aumento fiscale viene amplificato nello stesso modo.

0 commenti
Vota articolo
★ ★ ★ ★ ★
★ 5 (1 voti)

Articoli correlati