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Peste polmonare e vaccino mRNA: Israele al lavoro dal 2023 su Yersinia pestis

Peste polmonare e vaccino mRNA: Israele al lavoro dal 2023 su Yersinia pestis

Mentre riemergono focolai di peste e cresce la preoccupazione per ceppi resistenti, un team israeliano sviluppa dal 2023 un vaccino a mRNA contro il batterio Yersinia pestis, responsabile della forma polmonare.

Introduzione: un batterio antico, una minaccia moderna

La peste, malattia infettiva causata dal batterio Yersinia pestis, è tornata al centro dell’attenzione nel 2026 a seguito di alcuni casi di peste polmonare segnalati in Siberia e in altre aree endemiche. Sebbene la peste sia curabile con antibiotici se diagnosticata tempestivamente, crescono i timori legati alla possibile diffusione di ceppi resistenti ai trattamenti convenzionali. In questo contesto, dal 2023 un gruppo di ricercatori israeliani sta lavorando allo sviluppo di un vaccino a mRNA contro la peste polmonare, una forma particolarmente aggressiva e trasmissibile per via aerea.

Cos’è la peste polmonare e perché preoccupa

La peste polmonare è una delle tre forme principali di infezione da Yersinia pestis, insieme alla peste bubbonica e a quella setticemica. A differenza della forma bubbonica, trasmessa principalmente tramite il morso di roditori infetti o le loro pulci, la peste polmonare può diffondersi da persona a persona attraverso le goccioline respiratorie, rendendola potenzialmente epidemica.

I sintomi includono febbre alta, tosse, difficoltà respiratorie ed emottisi (sangue nell’espettorato). Senza trattamento entro le prime 24 ore, il tasso di mortalità è estremamente elevato.

Antibiotici: funzionano ancora?

Gli antibiotici rimangono il cardine del trattamento della peste. I farmaci più efficaci includono ciprofloxacina, levofloxacina, gentamicina e streptomicina. Tuttavia, studi recenti hanno documentato la comparsa di ceppi di Yersinia pestis resistenti a uno o più di questi antibiotici, sia in natura sia in contesti di laboratorio.

In particolare, alcuni ceppi isolati in Siberia mostrano ridotta sensibilità a farmaci tradizionalmente efficaci, alimentando preoccupazioni tra gli esperti di malattie infettive. L’OMS continua a raccomandare il trattamento antibiotico immediato, ma sottolinea la necessità di rafforzare la sorveglianza sulla resistenza antimicrobica.

Israele e il vaccino mRNA contro la peste

Dal 2023, un team congiunto dell’Università di Tel Aviv e dell’Israel Institute for Biological Research sta sviluppando un vaccino a mRNA contro Yersinia pestis. Questo progetto rappresenta una delle prime applicazioni della tecnologia mRNA – nota per i vaccini anti-COVID – contro un batterio, non un virus.

I risultati preliminari, pubblicati su riviste scientifiche come Science Advances e Advanced Science, mostrano che il vaccino sperimentale ha offerto protezione completa nei topi dopo due dosi, senza effetti collaterali significativi. La ricerca è ancora in fase preclinica, ma apre prospettive interessanti per la prevenzione della peste polmonare, specialmente in scenari di rischio biologico o bioterrorismo.

Perché proprio Israele?

Israele è da decenni all’avanguardia nella ricerca biomedica e nella preparazione a minacce biologiche. La combinazione di competenze in immunologia, biotecnologie e sicurezza nazionale ha reso possibile un investimento precoce su piattaforme vaccinali innovative come l’mRNA. Inoltre, la posizione geografica del Paese, vicino ad aree endemiche per alcune malattie infettive, rende prioritaria la preparazione a focolai emergenti.

Stato attuale della ricerca e prospettive

Al momento, non esiste un vaccino approvato per l’uso di massa contro la peste polmonare. L’OMS raccomanda la vaccinazione solo per gruppi ad alto rischio, come personale di laboratorio o operatori sanitari in zone endemiche. Il vaccino mRNA israeliano è ancora in fase sperimentale e non è disponibile per la popolazione generale.

Tuttavia, la piattaforma mRNA offre vantaggi significativi: tempi di sviluppo rapidi, possibilità di aggiornamento in caso di nuovi ceppi e potenziale per una risposta immunitaria robusta. Se i trial clinici confermeranno sicurezza ed efficacia, questo vaccino potrebbe diventare uno strumento cruciale nella lotta contro la peste e altre infezioni batteriche emergenti.

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