Elezioni americane 2026: i democratici conquistano Camera e Senato, duro colpo per Trump
Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, svoltesi martedì 3 novembre 2026, hanno segnato una svolta politica di grande portata: secondo le proiezioni dell’Associated Press, i democratici hanno ottenuto il controllo sia della Camera dei Rappresentanti sia del Senato. È un risultato che indebolisce sensibilmente il presidente Donald Trump nella seconda metà del suo mandato.
Cosa si è votato
Gli americani hanno rinnovato tutti i 435 seggi della Camera, 35 dei 100 seggi del Senato e le cariche di governatore in 36 Stati. Le midterm si tengono a metà del mandato presidenziale e sono tradizionalmente considerate un referendum sull’operato del presidente in carica.
Prima del voto, i repubblicani controllavano entrambe le camere del Congresso. Per riprendere il Senato, i democratici dovevano difendere seggi delicati in Stati come Michigan, New Hampshire e Georgia, conquistandone contemporaneamente diversi altri in territorio repubblicano.
Il risultato al Senato
I democratici hanno ribaltato almeno sette seggi senatoriali: Kansas, Iowa, Texas, Ohio, Maine, North Carolina e South Carolina. Hanno inoltre difeso posizioni importanti in Georgia e Michigan.
La conquista più simbolica è quella del Texas, dove James Talarico ha sconfitto il repubblicano Ken Paxton, sostenuto da Trump. È la prima vittoria democratica per un seggio senatoriale texano dopo 38 anni.
Anche il Kansas ha registrato una svolta storica: Adam Hamilton ha battuto il senatore uscente Roger Marshall, portando al Partito Democratico un seggio che lo Stato non eleggeva da quasi un secolo.
Il risultato alla Camera
Alla Camera, i democratici hanno superato la soglia dei 218 seggi necessari per la maggioranza. L’Associated Press indicava, nelle prime proiezioni, 214 seggi democratici contro 126 repubblicani, con 95 seggi ancora da assegnare; il New York Times ha tuttavia riferito che i democratici avevano già assicurato il controllo della Camera.
Il Partito Democratico ha conquistato oltre due dozzine di distretti, alcuni dei quali avevano votato per Trump con margini a doppia cifra nel 2024. Questo indica un’onda elettorale diffusa, e non limitata a pochi Stati competitivi.
Le governatorali
Il voto ha prodotto anche cambiamenti importanti nelle singole amministrazioni statali:
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In Texas, Gina Hinojosa ha sconfitto il governatore uscente Greg Abbott.
- In Ohio, Amy Acton ha battuto Vivek Ramaswamy, diventando la prima governatrice democratica dello Stato.
- In Georgia, Keisha Lance Bottoms ha vinto la carica di governatrice, diventando la prima donna nera eletta governatore in uno Stato americano.
- In North Carolina, Roy Cooper ha conquistato il seggio senatoriale, prima importante conquista democratica della notte.
Cosa significa per Trump
La perdita simultanea di Camera e Senato limita fortemente la capacità dell’amministrazione Trump di far approvare nuova legislazione federale. I democratici potranno bloccare o condizionare iniziative legislative, avviare indagini parlamentari e influenzare l’approvazione di budget e nomine.
Per il Partito Repubblicano, la sconfitta è particolarmente pesante perché non si è limitata agli Stati in bilico: ha colpito roccaforti come Texas, Kansas, Ohio e South Carolina. Reuters parla di una “repulsa” diffusa nei confronti del presidente e della sua agenda.
Cosa resta da definire
Alcuni conteggi erano ancora in corso nelle ore successive alla chiusura dei seggi, in particolare per seggi della Camera e per alcune competizioni statali. Tuttavia, le proiezioni delle principali testate e agenzie — tra cui Associated Press, Reuters, BBC, CNN e The New York Times — concordano sul punto centrale: i democratici hanno riconquistato il controllo del Congresso.
Il prossimo Congresso avrà quindi una maggioranza democratica, mentre Donald Trump resterà presidente fino alla scadenza naturale del mandato. Il rapporto tra Casa Bianca e Capitol Hill si prepara a diventare molto più conflittuale.
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