Menu

Benvenuto su Joinix Accedi o Registrati
Home Accedi

Email tracking, dal 29 ottobre nuove linee guida del Garante Privacy: cosa devono fare aziende e piattaforme

Email tracking, dal 29 ottobre nuove linee guida del Garante Privacy: cosa devono fare aziende e piattaforme

Tracking pixel e immagini invisibili nelle email permettono di sapere se un messaggio è stato aperto. Il Garante Privacy prepara regole più chiare per proteggere gli utenti.

Il Garante per la protezione dei dati personali sta preparando nuove linee guida sull’email tracking, con decorrenza indicata per il 29 ottobre. L’obiettivo è chiarire i limiti delle tecniche utilizzate per monitorare l’apertura delle email, i click sui link e le interazioni degli utenti con newsletter, comunicazioni commerciali e messaggi transazionali.

Cos’è l’email tracking

L’email tracking è un insieme di strumenti che permettono al mittente di raccogliere informazioni sul comportamento del destinatario. Lo strumento più comune è il tracking pixel: un’immagine, spesso invisibile, inserita nel messaggio. Quando l’email viene aperta e l’immagine viene caricata, il server registra l’evento.

In pratica, il mittente può venire a sapere se:

  • L’email è stata aperta.

  • Quante volte è stata visualizzata.

  • Da quale dispositivo o sistema operativo.

  • In quale fascia oraria.

  • Se l’utente ha cliccato su uno o più link.

Questi dati possono sembrare innocui, ma combinati tra loro permettono di costruire un profilo dettagliato delle abitudini digitali di una persona.

Perché il Garante interviene

Il punto centrale è la trasparenza. Molti utenti non sanno che l’apertura di una semplice email può generare un tracciamento automatico, soprattutto quando il caricamento delle immagini avviene senza una scelta consapevole.

Le nuove indicazioni dovrebbero spingere aziende, editori e piattaforme verso regole più chiare su:

  • L’informazione preventiva agli utenti.

  • La base giuridica del trattamento dei dati.

  • La possibilità di opporsi al tracciamento.

  • La minimizzazione dei dati raccolti.

  • La sicurezza delle informazioni ottenute tramite pixel, link tracciati e strumenti di email marketing.

Cosa devono fare le aziende

Per chi gestisce newsletter, ecommerce, CRM o piattaforme di marketing, il messaggio operativo è semplice: non basta inserire una generica informativa privacy nel footer. Sarà necessario rendere il trattamento comprensibile e verificabile.

Le azioni più importanti sono:

  • Aggiornare l’informativa privacy, spiegando in modo semplice se vengono usati tracking pixel e quali dati raccolgono.

  • Chiedere consensi granulari, distinguendo ad esempio l’invio della newsletter dal tracciamento delle aperture e dei click.

  • Offrire opzioni reali, come la possibilità di ricevere email senza immagini remote o senza tracciamento.

  • Ridurre i dati raccolti, evitando di conservare informazioni non necessarie.

  • Verificare i fornitori, soprattutto se si usano servizi terzi per invio email, automazioni marketing o analytics.

Cosa possono fare gli utenti

Gli utenti possono ridurre l’esposizione al tracciamento con alcune accortezze pratiche:

  • Disattivare il caricamento automatico delle immagini remote nel client di posta.

  • Non cliccare ciecamente sui link contenuti nelle email promozionali.

  • Leggere l’informativa privacy prima di iscriversi a newsletter o servizi.

  • Utilizzare, dove disponibili, opzioni per bloccare contenuti esterni o richiedere la cancellazione dei propri dati.

  • Segnalare al Garante pratiche poco trasparenti o informative fuorvianti.

Impatto su newsletter e marketing

Per il marketing digitale l’effetto potrebbe essere significativo. Se il caricamento automatico delle immagini verrà limitato o reso più trasparente, i tassi di apertura misurati potrebbero diminuire, non perché le email vengono lette meno, ma perché il tracciamento viene bloccato più spesso.

Questo obbligherà molte realtà a spostare l’attenzione da metriche come “open rate” verso indicatori più affidabili: risposte dirette, conversioni, iscrizioni, acquisti e interazioni volontarie. Per i siti editoriali come Joinix, una comunicazione più trasparente può anche diventare un vantaggio competitivo in termini di fiducia degli utenti.

FAQ

Cos’è il tracking pixel in una email?
È un’immagine, spesso invisibile, che viene caricata quando si apre il messaggio e consente al mittente di registrare l’apertura e altri dati tecnici.

Dal quando valgono le nuove linee guida?
La decorrenza indicata è il 29 ottobre.

Le newsletter diventano illegali?
No. Le newsletter restano legali, ma il tracciamento deve essere trasparente, proporzionato e conforme alle regole sulla protezione dei dati personali.

Come posso capire se un’email mi traccia?
Non sempre è evidente. Un segnale frequente è la presenza di immagini caricate da domini esterni, link con parametri di tracciamento o strumenti di email marketing dichiarati nell’informativa.

0 commenti
Vota articolo
★ ★ ★ ★ ★

Articoli correlati